| Domenica 07 Novembre 2010 12:11 | ||||||
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Toto Torri Massimo Natale, ha respirato da sempre il teatro e il cinema. Suo padre Mario, lo portava sul set di attori come Sordi, Mastroianni, Monica Vitti. Mario Natale è scomparso da qualche anno e il cinema italiano gli deve molto. Fu uno dei direttori del Festival Internazionale di Taormina, magna pars al Festival dei Due Mondi di Spoleto, alla Mostra di Venezia , quando il cinema italiano dominava e i nostri Festival venivano invidiati da tutto il mondo, autorevole, stimato rappresentante del nostro cinema all’estero e uomo di comunicazione-promozione in tempi in cui in Italia si era in pochi a capirne l’importanza.
E Massimo Natale, siciliano di Palermo , da suo padre ha ereditato tutto:La passione la testa , il cuore, il fisico, il portamento.Anche lui, nel mondo del cinema, del teatro.Non poteva essere altrimenti. Responsabile di importanti uffici stampa da molti anni come il Teatro Sistina, dove dal grande Pietro Garinei ha appreso singolari pillole di saggezza umana e artistica. Da più di dieci anni regie teatrali d’impatto artistico e di successo,spot, qualche cortometraggio ed ora questa opera prima “L’estate di Martino”, una favola nella realtà, una giustificazione per darci una speranza, un storia per giovani e grandi da vedere e da meditare in particolare in questo caos, in questa confusione, dove sembra che i valori della vita siano diventati solo un optional. Un giovane produttore, Mario Mazzarotto , ha fra le mani”Luglio ‘80” di Giorgio Fabbri, vincitore del Premio Solinas del 2007 , un bel soggetto e una bella sceneggiatura e chiama Massimo Natale, con il quale già aveva lavorato nel 2007, scritto e diretto un fortunato cortometraggio “Amiche”. Da qui, nasce stima e simpatia E Massimo Natale, ringrazia sinceramente questi produttori coraggiosi, perché hanno azzardato di proprio e sono una generazione purtroppo in via di estinzione. “L’Estate di Martino”, è prodotto dalla Movimento Film, con la collaborazione di Rai Cinema , riconosciuto d’Interesse Culturale da parte del Ministero - Beni Culturali , con la collaborazione di Apulia Film Commission. Il film , infatti è stato girato in quella luminosa , terra del Salento, Torre Guaceto nelle vicinanze di Brindisi, dove il mare è profumato e sempre blu e dove le giornate estive non finiscono mai. Cosa ti ha spinto a girare questa storia, dove realtà e fantasia si vanno a congiungere mi sembra? “E’ stato stimolante, interessante,- mi dice Massimo Natale - quasi una sfida andare a dirigere, una sceneggiatura di Giorgio Fabbri, autore, scrittore di cinema affermato, story editor di tanti successi da “Francesca e Nunziata” con Sofia Loren, a Cuore, a Coco Chanel, ultimamente “Tre metri sopra il cielo”, “Squadra speciale infiltrati”, e “Luglio ‘80”, sceneggiatura vincitrice de Premio Solinas 2007 e da cui nasce “L’Estate di Martino”.” L’estate del 1980 è un’Italia di sangue, un aereo che sparisce nel cielo di Ustica il 27 giugno con tante vittime ignare, il feroce attentato alla Stazione Centrale di Bologna il 2 agosto, un’altra strage d’innocenti. Gialli ancora non risolti. Quale realtà e quale è la favola ? Un’ immensa esplosione in mare e dall’altro la fantasia di una struggente favola , un primo sentimento d’amore tenero fra Martino e Silvia,due giovanissimi. L’incontro di Martino con l’ ufficiale americano interpretato dal formidabile Treat Williams? L’amicizia, l’amore , lo sport del surf, che dovrebbe unire il mondo? “Due mondi, due caratteri e due solitudini,- mi dice il regista - s’incontrano in quell’ assolata spiaggia meravigliosamente bianca di Puglia. Un periodo tragicamente storico, Ustica e Bologna. Non raccontiamo la vicenda giudiziaria, la ragione politica, l’intrigo.Ma sorrisi, parole, sguardi(,in quell’anno maledetto), il surf che unisce il capitano Jeff Clark e Martino, l’amore quasi adolescenziale con Silvia,lo sport,il silenzio e il fragore del mare, la natura.Siamo in una zona protetta, tutto dovrebbe unire la gente, e invece spesso i sogni non corrono insieme alla realtà.” Chi è Martino e Silvia, Massimo, Andrea, Luca, Serena? “E’ un cast alle prime armi, esordienti. Ho avuto la fortuna di averli trovati, selezionati, quasi un miracolo per aver trovato tanta sensibilità in questi giovani e non è vero, come spesso si racconta che non abbiamo valida gioventù, ce n’è molta, basta cercarla e fornire loro l’occasione”. Treat Williams è il perfetto capitano americano Jeff Clark, sarà sufficiente ricordare per lui, che fu il formidabile hippie in “Hair” di Milos Forman. Luigi Ciardo è Martino, una scoperta, il film si regge e si muove sul suo personaggio, è un talento naturale, un esordiente di un paesino in provincia di Brindisi,Matilde Maggio è Silvia, una piccolissima apparizione in “Valllanzasca”, ora sta girando il seguito di “Manuale d’Amore”,Pietro Masotti è Massimo, Matteo Pianezzi Luca,Renata Malinconico Serena, con Silvia Delfino, la madre di Martino, il padre Marcello Prayer.Una meravigliosa fotografia di Vladan Radovic, delicate le musiche di Collavale. La regia è di Massimo Natale. Complimenti per la sua sensibilità , mai una sbavatura , si poteva scendere nel patetico , farsi prendere la mano , ha tenuto le misure. “Sognare, non significa dimenticare”. Toto Torri:
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| Ultimo aggiornamento Domenica 07 Novembre 2010 12:12 |
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