| Giovedì 01 Dicembre 2011 08:27 | ||||||
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di Toto Torri La sfida è il suo modo di essere. E di sfide ne ha vinte tante. Ora Massimo Ghini un attorte a tutto tondo, affermato e richiesto in teatro e nel cinema, si è rimesso coraggiosamente in gioco in un personaggio difficile, sopra le righe, duro, estremamente impegnativo, portato al successo da magnidici interpreti, sia nell’omonima opera teatrale frncesese di Jean Poiret del 1973, che nel musical americano del 1983, che ebbee 1761 repliche. “La cage aux folles”, un titolo quasi intraducibile nella nostra lingua , è un gioco di parole “La gabbia delle matte” .Nel 1979 ebbe la consacrazione popolare in un film storico “Il vizietto”,diretto da Edouard Molinarò , dove eccelsero in bravura il nostro immenso Tognazzi e il francese Michel Serrault. Ebbene, Massimo Ghini coraggiosamente si è calato nelle vesti di Albin che fu di Serrault, nel travestimemto di Lady Zazà, che fu la vedette del cabaret più famoso per travestiti della Costa Azzurra: “La cage aux folles, a Saint Tropez negli anni Settanta, dandone una versione vera, sentita, esaltante nella difficoltà del difficile personaggio.
La nuova ostica sfida, Massimo Ghini l’ha stravinta con una prestazione rigorosa, era facile cadere nel patetico e nel ridicolo. Un successo strepitoso ,coadiuvato dalla fantastica interpretazione di Cesare Bocci nel ruolo di Renato che fu del nostro immenso Ugo Tognazzi. Un corpo di ballo fra trans e donne di altissima perfezione, coreografie del famoso Bill Goodson,. Con Russel Russel, Cristian Ruiz, Crescenza Guarnieri, Edoardo Sala, una schiera scatenata di sorprendenti Cagellas e di Drag Queen, una regia di Massimo Romeo Piparo particolarmente minuziosa nei dettagli, rigorosa in una produzione coraggiosa, costosa nell’innumerevole universo dei costumi di Nicoletta Ercole; scenografie Gianluca Amodio e 18 professori d’orchestra, diretti dal maestro Emanuel Friello. A pensarci bene, data la professionalit dell’insieme, il successo non poteva mancare. Massimo Ghini ,un attore solido, non ha mai deluso il suo pubblico. Sempre coerente nella vita artistica e privata, una famiglia allargata e splendida , 4 figli, Lorenzo e Camilla gemelli e Leonardo e Margherita. In un mondo in buona parte ipocrita ,non ha avuto mai alcun timore reverenziale nello schierarsi politicamente ,coerenza e passione che eredita da un illustre genitore, all’insegna del suo modo di essere artista, ha viaggiato nel suo percorso dal grande teatro, al cinema impegnativo, d’evasione, alle grandi fiction che hanno fatto un po’ la storia della Rai quando era la televisione di riferimento del pubblico italiano. Teatro con” Re Lear” di Strehler, “Maria Stuarda” con Zeffirelli,”Otello” con Lavia, Giuseppe Patroni Griffi,”Assasinio nella cattedrale”, Camilleri in” Cannibardo in Sicilia,” sua la regia, “Alleluja brava gente” e “Vacanze romane” con l’insostituibile Pietro Garinei e cinema , forse uno dei primi con Pal Gabor ne “La sposa era bellissima”, Giuseppe Bertolucci, Carlo Lizzani,Roman Coppola, Cristina Comencini, Souheil Ben Barka ne “La Bataille Des Trois Rois”, Zeffirelli, Francesco Rosi, Paolo Virzì, Andrea Barzini, con i Vanzina e i malgiudicati , ma di cassetta Cine Panettoni con Neri Parenti in parecchi Natali in tutte le parti del mondo. Se sei un attore di razza può cimentarsi con successo in ogni latitudine artistica, fornendo sempre il meglio di se. Nelle fiction storiche come “Enrico Mattei”, “Edda Ciano”, di Giorgio Capitani, “Come l’America” dei fratelli Frazzi,. “Gli amici di Gesù” di Mertes,con Lizzani, “Meucci” Fabrizio Costa, forse la prima fiction “La neve nel bicchiere” di Florestano Vancini e commedie come “Commesse” di Josè Maria Sanchez. Evasione qualche performance, ma molto spesso nel ruolo di grandi personaggi storici, conosciuti e attuali . Un’artista di spessore, studio, sempre attento all’attualita, raffinato nella battuta, come soltamto i grandi romani sanno essere, arguto, amato e amante all’insegna della passione, dell’amore per la vita e per il mestiere. Massimo , la tua una sfida continua nel cinema, nella fiction e in teatro “ Alleluja, Vacanze Romane”, ed ora in Albin -Zazà in “La cage aux Folles”. Penso che il termine sfida sia stato ed è il tuo slogan di vita , perché ? “ Il volermi mettere continuamente in gioco, fa parte della mia natura d’artista. Mi piace , mi entusiasma. è come gareggiare con me stesso.” Non solo nella professione c’è la tua sfida. Ma onestà nel privato, nel sociale , politico. Soprattutto opportunità e opportunismo non sono mai state nel tuo essere…. “Ho cercato sempre di essere sincero con me stesso e non ho fatto poi troppa fatica, anche se le tentazioni ,le proposte, non mancano”. Nelle tue continue sfide artistische, hai qualche aneddoto curioso di amici, di addetti ai lavori ? “Quando feci “Vacanze romane”,in teatro che furono un trionfo in cinema per Audrey Hepburn e Gregory Peck,al termine della prima al Sistina, mi venne a trovare in camerino un regista molto affermato e candidamente mi raccontò, che quando seppe che avrei riproposto il Gregory Peck cinematografico, esclamò dicendo che mi ero completamente rincoglionito. Ebbene, venne al termine a trovarmi in camerino e si complimentò ,dicendomi che non avevo fatto rimpiangere il mito dell’ attore americano senza rifargli il verso, ‘Sei stato Massimo Ghini’, aggiunse. . Non ti nascondo fui molto felice, ma di questi ricordi ne ho più di qualcuno.” I tuoi figli, sono sempre i nostri più feroci giudici, cosa ti hanno detto? “Qualche giorno fa a casa , stavo provando scarpe tacchi nove per allenarmi ,forse la cosa fra le piu difficili del personaggio. Mi hanno guardato meravigliati esclamando ..ma papà…, e da lì a spiegare…” Chi è Albin-Zazà? “Affronto un pertsonaggio reso famoso da illustri predecessorMa credo che sia il sogno di ogni attore .Un ruolo che t’impegna profondamente per renderti credibile vestendo panni completamente diversi dai tuoi.” Ci sono momenti intensi, di grande sentimento, di amore altissimo, che ancora oggi vngono discriminati con ferocia, un canto d’amore , di tenerezza al di là del sesso,Dà emozioni quella musica e quelle importanti parole sono tragicamente tuttora attuali… “Albin, è un personaggio tragicamente sopra le righe, un uomo che riafferma e urla con disperazione ciò che è “I am what I am “, “Io sono quel che sono”.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Dicembre 2011 08:30 |
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