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Sconfinato amore in “Una sconfinata Giovinezza”, di Pupi Avati, dato in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia,poi,nvitato fuori competizione, e Pupi Avati dice no PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Agosto 2010 12:57

Toto Torri

 “Lo stesso amore di quando erano ragazzi, li  aveva accompagnati fino ad oggi nel territorio  di mezzo della loro vita, ma l’intero percorso era rimasto con loro,sia nei giorni luminosi che in quelli  bui, e lo stesso amore a tenerli uniti. Ed adesso che si sentivano indispensabili l’uno all’altro, una improvvisa tempesta  li lasciava disperati per sempre”.

 

   È tutto qui. E’ racchiuso in questa frase, la prima grande storia d’amore, che in più di quaranta film, Pupi Avati racconta  in “Una Sconfinata   Giovinezza” . Un regista che ci ha regalato sempre magiche atmosfere. È un film struggente, pieno di amore , con due grandi attori, Francesca Neri e Fabrizio Bentivoglio che nel corso della loro cinematografia non ci hanno  mai traditi, mai banali, ma sempre attenti a regalarci qualcosa d’ importante, qualcosa  che ci ha sempre arricchiti.

  Per raccontare la sua prima grande storia d’amore Pupi Avati, ha  ingrigito i capelli alla sempre splendida Francesca Neri e ha scelto per suo marito un altrettanto ispirato Fabrizio Bentivoglio. Un   giornalista della redazione sportiva del “Messaggero” di Roma, un professionista arrivato ,che sul più bello del percorso della  vita,  nel segno dell’amore di quando erano ragazzi,  arriva  invece la catasrofe. Improvvisamente Lino perde progressivamente la memoria ,fino a regredire  ad uno stadio addirittura infantile.

“ Una malattia devastante- dice Pupi Avati – che nella disperazione  riesce a rinsaldare maggiormente la loro unione, già consolidata  per il dolore di non aver potuto avere  figli. È una coppia che ha superato i cinquantanni, un’età importante , di riflessione.  Chicca,  è una docente universitaria di filologia, si fa forza,  non cade nella  prostrazione,deve reagire ,anche se il dolore  di non  comunicare è disperazione .Vuole, tenta di risolvere  quel dramma e rifiuta qualsasi assistenza  e consigli che  arrivano dall’esterno.E’ presente , si trasforma come  “madre”. Un sentimento che la vita non gli ha mai concesso.La tenerezza e non la disperazione, scatena un rapporto  di amorosa complicità crescente,  sublimi sentimenti,  in risposta alla devastazione di un male inguaribile.

 Dopo 42 film , Pupi Avati ha scritto e deciso di dirigere una storia d’ immenso  amore  e dedizione. “Lei. -  dice Fabrizio Bentivoglio – si troverà così tra le braccia  quel bimbo, che non ha mai avuto. Questo è il sentimento, ed è il cuore emotivo della storia.”

 Nei  suoi film- chiedo a Pupi Avati - spesso, inserisce una voce narrante, anche in questo caso?

“Si. È vero,ma in  “Una sconfinata giovinezza”, la voce  è al femminile, perchè  la storia  desideravo che fosse vista da una donna”.

 Si racconta di un male  che non dà speranza,l’Alzheimer, il cervello  ti abbandona. e distrugge  le persone a te vicino. Come si è  documentato per trattare  il delicato tema?

“ Mi sono affidato alla consulenza di medici specialisti per garantire la massima vericidità.   Chiave drammatica e  disperazione nella storia, ma dove è l’amore che riesce comunque a prevalere”

Come  è nata l’idea del film?

“Da esperienza personale.Più passano gli anni e si invecchia e più riemerge il passato.  Prepotentemente ti arrivano in flashback ,nitidi i ricordi dell’infanzia. Si diventa   bambini, ti si affacciano  i desideri di una volta,  s’ insegue inconsapevolmente  la sconfinata giovinezza, che c’è dietro di noi, l’innocenza,  le aspettative “.

È una storia che  le sta vicino ?

“Il film è una storia realistica nei suoi sentimenti.  Sono sensazioni che stanno in me e  penso in tutti noi”.

Come ha scelto i protagonisti?

“Con Francesca Neri,  siamo al suo terzo film  e  il ruolo di Chicca, è su misura . Bentivoglio, che  dirigo per la prima volta, è stato un Lino  struggente ,misurato, mai paetico”.

 Il film,  era stato  annunciato  in concorso , cos’è successo?

“ Avevo fatto vedere il film al direttore della Mostra Marco Muller,  e gli era piaciuto molto.Doveva essere visto dalla commissione di selezione, che comunque  sembrava essere una semplice formalità, così purtroppo non è stato.  Credevo che dopo tanti anni di professione  non meritassi questo trattamento, mi è sembrato un comportamento poco trasparente e non ho  motivo di risentimento certo nei riguardi del regista che  è stato poi scelto “.

   La querelle, comunque ,ha scaturito discussione e  polemica, tanto che alcuni  autorevoli rappresentati politici si sono schierati apertamente in favore di Pupi Avati. Quel che è certo, che “Una sconfinata giovinezza”, non è in gara ed è stato sostituito da “La pecora nera” di Ascanio Celestini.

    Marco Muller, direttore della Mostra , ha voluto giustificarsi dicendo che”I film  di selezione, non erano ancora arrivati tutti. Si sono prese  queste decisioni dopo l’intera visione  e di  conseguenza è stato offerto a Pupi Avati di partecipare alla Mostra fuori concorso,  insieme a  film  importanti e registi affermati, come Michele Placido e il suo Vallanzasca, Marco Bellocchio con “Le sorelle” e il film di  John Turturro.  E Pupi, che la Mostra soltanto due anni fa, gli ha attribuito meritatamente un importante riconoscimento, sarà sempre benvenuto a Venezia”.

   Pupi Avati, risentito non ha gradito il ripensamento e non ha ritenuto di accettare la proposta. Il suo film passerà nel normale circuito cinematografico .“Una sconfinata giovinezza” è prodotto

dalla DueA Film , Rai Cinema , distribuito dalla 01 . Nel cast oltre a Francesca Neri e Fabrizio Bentivoglio ,Serena Grandi, Gianni Cavina, Lino Capolicchio e  Manuela Morabito. Sarà nelle sale italiane dal giorno 8  ottobre. 


 

 

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