| LANDO BUZZANCA: OTTIMA PROVA D'ATTORE NEL RESTAURATORE, SU RAIUNO |
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| Lunedì 09 Gennaio 2012 14:45 | ||||||
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di Toto Torri “Il “Restauratore” - 6 puntate da 100 minuti l’una per la regia di Giorgio Capitani e di Salvatore Basile, Rai Uno, Rai Fiction – Albatross di Alessandro Jacchia e Maurizio Momi, con Martina Colombari, Paolo Calabresi, BeatriceFazi,Emanuele Ajello, Gacomo Piperno, Marco Falaguasta, Caterina Guzzanti, Claudio Castrogiovanni, Pamela Saino,Misha Beric, Bojan Peric, Katarina Nikoilic.Un grandissimo intellettuale, bizzarro e immenso artista sentenziò: “E’il più completo attore italiano, è bravo e disinvolto quel giovanotto”. Quell’apprezzamento per Lando Buzzanca, arrivava da uno dei massimi teatranti dell’epoca ,Carmelo Bene, geniale follia artistica , irripetibile, mica da uno qualsiasi. Per Lando Buzzanca , il mite e coraggioso giovanotto arrivato dal sud , più che un infinito apprezzamento, “ era immenso Carmelo Bene, il suo iter artistico un geniale affresco- mi dice Lando-e per me una grande lusinga, incredulo. Inredulità per Gerlando Buzzanca ,perché lui possiede l’immensa umiltà da chi arriva con fatica da lontano. Partito da Palermo a meno di 18 anni arrivò a Roma e pur di coronare il suo sogno, potersi iscrivere all’Accademia di recitazione Sharoff, e della quale poi ne divenne presidente onorario, si adattò ai mestieri più precari e pesanti, “dovevo mangiare e pagarmi i corsi di recitazione , ai miei in Sicilia dichiaravo che stavo bene e non avevo bisogno di niente.” Autoironia, umiltà ed onestà hanno accompagnato la vita di Lando Buzzanca, amore, coerenza e passione per il suo mestiere, ha recitato con i massimi registi italiani, 108 film, più di cinquantanni di vita artistica, un immenso bagaglio di esperienza ad altissimo livello, anche se in un periodo della sua carriera per certi film allegri e commedie con bellissime e brave attrici, una parte di critica sofisticata, spesso lo relegò nel ruolo del “Merlo Maschio” di Pasquale Festa Campanile e “Homo Heroticus” di Marco Vicario, tra l’altro due film dignitosi e di successo, ma pur sempre per loro di serie B. “In pratica - mi dice Buzzanca - ero il maschio assatanato arrivato dal sud”,tenendo conto che per oltre 50 anni Lando, ha amato profondammente sua moglie Lucia, figlia di una aristocratica famiglia palermitana, un amore profondo, fedele e totale, scomparsa da poco e per la quale Lando anocora non se ne dà pace , “è sempre vicina a me, mi dice commosso, conservo le sue ceneri.” Il debutto di Buzzanca fu opera del grande Pietro Germi,in un famosissimo film “Divorzio all’italiana” del 1961. e solo qualche nome famoso ,fra i tanti, è stato diretto da Petri, Pietrangeli,Mattoli,Salce, Risi, Corbucci, Zampa,Nanni Loy, De Sica, Lattuada, Steno,Grimaldi, Giannetti, Marco Risi, Luigi Magni,Fassari, Faenza nel 2007 ne “I Vicerè”. Come dire oltre 50 anni di grande carriera , cinema ,teatro di prosa , con Delia Scala in tv e fiction di successo. Hai lavorato con i grandi, attore scrupoloso e coraggioso, hai saputo dire no a nomi di primissimo piano, gestendo bene la tua carriera con grandi distinguo, mi sembra? “Una volta, Pasquale Festa Campanile, mio grande amico e con il quale ho girato cinque o sei film di successo, voleva farmi fare il Rugantino, e per me dire di no a Pasquale era difficile, ma lo feci.Sono stato sempre onesto con me stesso. Fin dal principio della mia carriera, ho lavorato solo se i copioni mi andavano a genio e li sentivo miei. Anche quando non ero nessuno e non avevo una lira , mi ricordo un’occasione d’oro, quando nacque mio figlio ,per il senso dell’etica ,nel 1970 rifiutai 9 milioni , ci si comprava una casa, ma non potevo rifare il verso ad un mio film.Lo stesso per il Rugantino in cinema, mi andò bene, dissi di no. Lo fece Adriano Celentano, un milanese, e sapete come andò. Come potevo rappresentare la maschera per eccellenza di Roma, siciliano quale sono, non mi ci vedevo neanche fisicamente. Io certo sfumature chiamiamole così le guardo, qualcuno se ne frega”. E’ vero che anche a Benigni, che veniva trionfante dal 1999, tre Premi Oscar per “La vita è bella”, dicesti di no a certe sue pretese? “E’ verissimo. Dovevo fare il personaggio di Mangiafuoco, nel suo Pinocchio, ma non voleva mettere il mio nome in locandina,ed io rifiutai senza indugio, forse per non darmi pubblicità, chissà”. Ed è stato sicuramente il più brutto film di Benigni. Ed ora Lando Buzzanca è il Restauratore , una fiction difficile e coraggiosa da una idea di Alessandro Jacchia, per la regia di Capitani e Basile e dove il paranormale entra e tiene banco, che storia incredibile? “Io non credo al paranormale , alle luccicanze, ma proprio per questo mi ci sono immerso profondamente ed in principio ho molto riflettuto, prima di accettare. Proprio per questa mia diffidenza ho cercato di dare credibilità al mio personaggio, dandogli una fede laica, attraverso il dolore per la perdita della moglie,la sua abnegazione verso il prossimo, ma soprattutto la lotta contro l’indifferenza, voltare la faccia è criminale, ho accettato volentieri questo ruolo per i valori di cui è portatore. Sono un restauratore di oggetti, ma soprattutto di anime sconfitte Una storia-manifesto, sono Basilio Corsi un ex poliziotto, da un passato drammatico.Dopo aver scontato venti anni di galera per aver ucciso due criminali, che avevano assassinato mia moglie incinta nel tentativo di un furto. Alla mia uscita dal carcere, mi ritrovo a gestire le luccicanze, devo evitare che accada ciò che io solo vedo. Un vecchio carillon con un clown che salta m’ illumina. Gli oggetti silenziosi che trovo nella bottega di restauratore ,conservano storie e segreti: Basilio ha il dono di sentire le storie , penetrare , scongiurare i pericoli. Il passato nasconde segreti, il presente non è quello che avrebbe potuto essere, il futuro potrebbe essere pronto per trasformarsi in un tragedia, finche’ non arriverà il restauratore.” Il Restauratore è tutto nella drammaticità altissima e nella umanità che il grande Buzzanca riesce a trasmettere, lui è il personaggio , la maschera dal quale scaturiscono emozioni profonde. IL giovanotto onesto di 77 anni arrivato dal profondo sud non si smentisce e il divino Carmelo Bene aveva visto giusto.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Gennaio 2012 10:32 |
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