| Paradiso amaro, la vita finisce e ricomincia alle Hawaii |
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| Venerdì 17 Febbraio 2012 19:29 | ||||||
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Luigi Aversa Ammonisce subito gli spettatori Clooney, alias Matt King, all'inizio di Paradiso amaro (The Descendants, in originale), il film del premio Oscar Alexander Payne (per la sceneggiatura di Sideways, 2005) che esce venerdì 17 febbraio nelle sale: "I miei amici sono convinti che - dato che abito alle Hawaii - vivo in un paradiso. Come se fossimo sempre tutti in vacanza, a bere Mai Tais ancheggiando sulla spiaggia e a tuffarci fra le onde. Ma sono matti?". E così la scena successiva ci rivela il nostro George al capezzale. della moglie, finita in coma in seguito a un incidente in barca, perché anche su quelle isole da sogno il circolo della vita prima o poi chiede pegno. La struggente bellezza del paesaggio fa da sfondo al dramma di Matt King, avvocato di successo, che si ritrova a gestire la lenta agonia della moglie e il rapporto tutto da costruire con le sue due figlie, Scottie di 10 anni e Alexandra di 17, che per lui sono quasi due estranee, visto che di loro si è sempre occupata soltanto la madre. Troppo preso dal suo lavoro e dalla vendita di una importante proprietà familiare che nel frattempo incombe sulla sua testa, Matt si è visto il tempo sfuggirgli tra le mani e non si è accorto che le figlie intanto sono cresciute e che anche la moglie si è rivolta a qualcun altro per avere quelle attenzioni che lui distrattamente ha negato. È proprio la figlia maggiore a metterlo di fronte alla realtà rivelandogli che la madre aveva, anzi ha ancora, un amante. Il frastornato Matt si vede costretto a rivedere tutta la propria vita, il proprio passato fatto di certezze e punti fermi, ora crollati in un sol colpo, e ripartire per un nuovo futuro pieno di dubbi, ma assieme alle figlie. Prima di tutto ciò, però, deve sistemare due questioni fondamentali nel presente: scovare l'amante della moglie per guardarlo negli occhi e decidere se vendere o meno la fetta di terra tropicale che la sua famiglia possiede da generazioni. Il cammino verso queste due mete sarà lungo e complesso ma niente affatto privo di soddisfazioni. Dopo A proposito di Schmidt e Sideways, Payne firma nuovamente una commedia dal sapore amarognolo, in cui ci si commuove ma si sorride, supportato ancora una volta da un protagonista superlativo. Laddove nei film precedenti giganteggiavano rispettivamente Jack Nicholson e Paul Giamatti, in Paradiso amaro, al centro della scena dal primo all'ultimo minuto, c'è un grande George Clooney, che si esibisce nella prova d'attore più matura della sua carriera. Pur perdendo qualcosa sul versante del sex appeal, con parziale disappunto del pubblico femminile, guadagna parecchio in spessore del personaggio, mettendo in mostra qua e là anche qualche tratto buffo. In odore di Oscar non c'è solo il bel George, ma anche il regista e naturalmente la produzione. Senza dimenticare le altre due nomination alla miglior sceneggiatura non originale (il film è tratto dal romanzo Eredi di un mondo sbagliato di Kaui Hart Hemmings) e al montaggio. Per un totale di cinque candidature.
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| Ultimo aggiornamento Sabato 18 Febbraio 2012 08:45 |
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