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Il clarinetto il cinema e la sua religione. Woody Allen dopo Venezia e Parigi, a Roma per girare una storia ispirata al nostro Boccaccio e il Decamerone. Ultimo titolo: ”Bop Decameron”, costo 17 milioni di euro PDF Stampa E-mail
Giovedì 23 Giugno 2011 13:34

di Toto Torri

A 75 anni Woody Allen prolifico regista e neyworkese convinto, adora la grande mela e la sua

Manhattan, l’isola più famosa  che costituisce il nucleo storico e glamour di New York.

A proposito della  religione e della famiglia suo chiodo fisso, non c’è film  in cui non tratti l’argomento per lui  assai complicato. Il tema lo ha raccontato in decine di versioni, famiglie allargate, scomposte, riunite, nelle quali non è stato agevole orientarsi. Lui stesso ha  idee molto confuse, le sue storie private parlano chiaro. 
La  religione?, ha spesso dichiarato:” Qualsiasi sia la religione non è credibile, ciò che vedi è tutto ciò che hai. Per il resto io sono un ignorante. Il vero divertimento è guardare una partita di football con una birra ghiacciata”. A Woody il tema lo appassiona, lo ha sviscerato anche nel suo penultimo film girato interamente a New York dal titolo “Incontrerai uno sconosciuto alto e bruno”, con attori del calibro di Hopkins,Jones Watts, Brolin e che è passato in  Italia le ultime festività natalizie.

Film girato a New York e metropoli che Woody adora.

Perché  gira  anche a Londra, Barcellona, Parigi, Venezia ed ora Roma?

“Girerei sempre a New York - dice il regista - è il luogo dove vivo e  che più mi piace lavorare. Ma è un lusso per pochi, ed allora i pochi dollari che ho, spesso vado a finire  in altri posti cosmopoliti  ed anche intetressanti.”

Il suo ultimo lavoro “Midnight a Paris”,dato a Cannes, arriverà da noi soltanto

in autunno.

“Era preparato a tanto scalpore da parte dei media a proposito di Carla Bruni Sarkozy?

“Sono esterefatto. Come è possibile  tanto clamore  per un cammeo girato dalla bella signora, che incontrai tempo addietro in una cena all’Eliseo e lei fu molto felice per la mia proposta. Non è affatto vero che la scena  girata da Carla Bruni si è ripetuta decine di volte, è una menzogna, come anche, che il president Sarkozy  arrivò non atteso sul set e fece una scenata di gelosia clamorosa. Queste illazioni comunque fanno bene, sono sempre un ottimo veicolo pubblicitario”.

Il 31 marzo scorso Woody Allen arrivò a Roma con il suo amato clarinetto per un concerto all’Auditorium  con la sua band. “La musica è il mio pallino – ha dichiarato più volte Woody – ma sono un pessimo artista, il mio desiderio sarebbe di suonare come Sidney Becket”.

Woody Allen, musicalmente è profondamente americano, ma il suo immaginario musicale si ferma molto prima di Miles Davis e di Charlie Parker.

Ama tanto questo genere di musica che le colonne sonore dei suoi film sono quasi sempre  jazz di famosi autori..

In“Manatthan”, uno fra i suoi film più famosi, interpreta lo stesso Isaac Davis

Quale è il suo senso della vita Woody ?

”Una delle cose cui vale la pena di vivere, è Louis Armstrong e la sua celeberrima “Potato head blues”.

Come comiciò il suo amore per il jazz?.

“Sono un  pessimo dilettante.Tutto cominciò quasi per gioco, mi ritrovavo con gli amici e il mio clarìnetto una volta la settimana, al Michael’s  pub, sulla 55esima strada, non molto distante da Manhattan e da lì che inizio’ la mia passione”.

Quando arrivò a Roma, il suo concerto esaurito, ancor prima di un mese. Disse poco e niente del film che avrebbe dovuto giìrare nella capitale. “Sono superstiziso e non ho l’abitudine di anticipare,  non vedo l’ora di passare un paio di mesi in uno dei posti più belli del mondo”.

Quanto conta per lei la musica?

“La verità è che mi piace suonare ed improvvisare il jazz ovunque mi trovi. La musica conta molto di più di quanto riesca a comunicarla, entra nelle orecchie, invade la persona ed esalta. Ogni genere è sublime, non c’è musica bella o brutta. è musica, a me  piace dalla lirica alla classica, gli americani come George Gershwin, Col Porter, Benny Goodman, Jerome Kern, mi riempiono di entusiasmo. Il jazz che amo profondamente, è il swing, il blues, la musica originale di New Orleans.”

Come si chiamerà il film che girerà a Roma?

“The wrong picture”.(Primo nome scelto)

Come è andata con Benigni?

“Roberto è un attore di immenso talento, ho visto e rivisto la sua “La vita è bella” e l’ho chiamato al telefono. Mi ha risposto con una grande esplosione di gioia.”

Questa coppia, la più insolita da sempre, darà vita certamente al film più atteso della prossima stagione. La Medusa, parte italiana, ancora non conferma l’ufficialità, il film verrà prodotto anche da Lettuy Aronson sorella del regista americano. E’ Una storia  ad  episodi. Ogni qualvolta  ha girato fuori dagli Usa, Allen ha l’abitidine di inserire attori locali.

Confermati nel cast: Penelope Cruz, Alec Baldwin, Jesse Eisenberg. Anche Woody  ci sarà, con una partecipazione. Il suo è un ritorno dopo parecchi film soltanto diretti. Si tratta di un casting internazionale di grande prestigio e sarebbe la prima volta di unn incontro  tra due stili e comicità diatralmente opposti.

Al cast  di “Bop Decameron”, sembra questo il titolo  definitivo, le  riprese partiranno a Roma l’11 luglio ed in America già viene chiamato soltanto “Bop”.

Un film comico, un umorismo intelligente, sussurato da Allen e travolgente  da parte di  Benigni. Tra i co-protagonisti, si  fanno i nomi  di  Antonio Albanese, Ornella Muti,  Alessandra Mastronardi, Carlo De Ruggeri quello di Boris, Flavio Parenti, Massimo Ghini, Isabella Ferrari, Sergio Rubini, Riccardo Scamarcio.  Il costo oltre 17 milioni di  euro, fra Medusa e la Gravier Production (sorella del regista).

Commedia  travolgente, vagamente ispirata  all’operta del Boccaccio del 1350, ambientato nella Roma di oggi. Quattro storie girate in inglese e in italiano. Medusa e il suo cavallo di battaglia , lo distribuirà a tappeto in Italia nel 2012.

 

 

 

 

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