| Torna Bud Spencer, il gigante buono dal cazzotto facile, il pubblico grande e piccolo non lo ha mai abbandonato. Su Canale 5, ora è un cuoco-detective in 11 episod |
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| Giovedì 13 Maggio 2010 20:13 | ||||||
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Toto Torri Gli occhi, due fessure, una stazza da gigante, Carlo Pedersoli, napoletano di nascita, romano da adozione, ai tempi del suo sport preferito il nuoto è arrivato a pesare anche 115 chili, dove ha vinto tutto. E’ stato il primo italiano a scendere nei 100 metri stile libero sotto il minuto, un vero record. Ha partecipato ad Olimpiadi, Campionati del Mondo, europei, campione italiano per molti anni, gareggiando oltre che nei 100 metri stile libero, la sua specialità, come pallanotista e nelle staffette. Ha girato il pianeta, per necessità con la sua famiglia e poi per lo sport e per il cinema che ci arrivò come un predestinato, non per vocazione, quasi per caso. A chi gli dice dopo 100 film e fiction che è famoso nel mondo, una volta a Berlino Festival, gli strapparono i vestiti e perse sua moglie, lui è in fondo una icona del nostro cinema , lui risponde con quel suo dire pacioso e sorridente”Sono altri i personaggi del cinema famosi, quegli attori nati per questo mestiere da sempre, che hanno studiato per anni nelle scuole e nelle accademie di arte drammatica. Io sono molto soddisfatto perché il pubblico mi ha scelto e non mi ha mai abbandonato. Il cinema è arrivato fortunosamente e mi ha dato molto e l’amore della gente”. Lo sport allora è stato più importante? “Senza dubbio. Innanzi tutto, perché ero giovane e i primi successi sportivi, medaglie , capitano della nazionale di pallanuoto e il nuoto oltre alla notorietà mi ha fatto girare il mondo”. Il pseudonimo di Bud Spencer, nasce per esigenze cinematografiche, da quando iniziò a girare la serie fortunata dei spaghetti-western con Mario Girotti, in arte Terence Hill.Bisognava fare colpo in America e in Europa e quei nomi italiani non reggevano. Il suo nome d’arte, dice Bud, “nacque in omaggio all’attore americano Spencer Tracy e alla birra Bud.I primi film, furono delle comparsate,feci il tribuno romano in “Quo Vadis”, poi con Monicelli, Dino Risi, Bragaglia, erano gli anni,dal 1951 al 1960” Il primo vero film in coppia con Terence Hill ,che le ha dato la notorietà internazionale? Nel 1967 , Giuseppe Colizzi, mi chiamò per “ Dio perdona…io no”. E’ su quel set che conobbi Terence, fu il nostro primo film e da li’ una serie molto fortunata, che ripetono in tutte le tv del mondo. Oltre che coppia nel cinema, con Terence (più di 20 film),ci vogliamo veramente bene e sono rimasto addolorato per lui che conosco profondamente per il furto del portafogli, non per i soldi, ma perché contenevano foto e scritti a cui Terence era legato moltissimo, ricordi di persone care”. Che cifra fu , il guadagno di quel primo film in coppia? “Colizzi, mi offrì un milione, io ne chiesi 4, perché avevo 4 cambiali da un milione l ‘uno da scontare. Il regista non accettò in primo tempo. Poi ritornò , gli serviva un uomo della mia stazza e mi accontentò. Furono una manna”. Ma era già sposato? “Ero sposato già da anni con Maria Amato(figlia del famosissimo produttore napoletano Peppino Amato, grande cinematografaro, a lui si deve la prima produzione de La Dolce Vita), e avevo già due figli, Giuseppe e Christiana, dopo alcuni anni arrivò Diamante” Lei, comunque, non si è mai risparmiato, nei primi anni della sua gioventù a Rio de Janeiro, ha fatto l’operaio in una catena di montaggio, il nuoto il grande amore della sua vita , attore, documentarista, produttore, colonne sonore, ha scritto testi per canzoni, pilota di elicotteri e brevetto da pilota per jet, è stato nel 1981 uno dei soci fondatori della Mistral-Air . Ha lavorato con i più grandi attori e diretto da notissimi registi, proprio qualche giorno fa il David di Donatello con Terence.Ora fa il cuoco-detective, 11 episodi diretti da Alessandro Capone per Canale 5, “I delitti del cuoco”,con Enrico Silvestrin,Andrea Ferreol e Sacha Zacharias. Mena anche qui cazzotti salutari? “Interpreto, un ex commissario di polizia, che apre un ristorante ad Ischia per stare in pace con la sua vecchiaia e invece il commissario dell’isola lo coinvolge per risolvere alcuni misteriosi casi nell’isola.Meno qualche cazzotto, ma molto più come un gesto comico” Perché il cuoco? “Perché mi piace cucinare e anche mangiare”. A 80 anni suonati, portati con gagliardia, il giovanotto non va in pensione, anzi tanti progetti. I Suoi film vengono ripetuti negli anni , anche alla quarantesima ripetizione fanno ascolti ancora invidiabili oltre 4 milioni. Il suo personaggio fa successo da tre generazioni e in coppia con Terence raggiungono anche cifre superiori d’ascolto, non solo in Italia, ma in Europa. Eppure lui ripete che è un attore per caso, che è stato fortunato nel creare quel personaggio da gigante buono, che è soprattutto un campione di sport. Ma la notorietà non si raggiunge per caso, Carlo Pedersoli se l’è conquistata soprattutto con l’umiltà dei grandi. Mai un gossip su di lui, mai nei posti noti ai paparazzi. Carlo Pedersoli è soprattutto un grande signore nella vita e un magnifico attore dei suoi “Trinità”. Vaglielo a raccontare a queste mezze tacche dei reality.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Maggio 2010 20:43 |
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