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Violante Placido di Toto Torri Anna Moana Rosa Pozzi, nasce a Genova il 27 aprile 1961. Moana Pozzi muore all’Hotel de Dieu di Lione il 15 settembre 1994. Figlia di agiata famiglia, studi medio-superiori, viene a Roma con la passione dello spettacolo. Presentatrice (un programma per bambini) in Rai, showgirl e soprattutto una voglia irrefrenabile di cinema. Per arrivare subito alla notorietà, sceglie la via più breve, il cinema porno. Bellissima, lineamenti seduttivi e delicati, ha partecipato da protagonista a circa una settantina di film e ben presto arriva la notorietà. La pornostar per eccellenza, la diva del nudo. Le altre sono volgarità da serie b. Viene notata anche in ambienti lontani da quel genere ed invitata in normali programmi televisivi. Fa molte ospitate interessanti, dove emerge il personaggio Moana. A quei tempi si diceva che l’ospitata di uno scrittore al Costanzo Show, significasse successo assicurato, best seller. E lì, proprio da Costanzo, dove si faceva la fila per essere proiettati su quel magico palcoscenico, fu invitata. Fu quasi la sua consacrazione. Tenne magicamente banco nella sua intrigante ingenuità deduttiva. Moana sdoganò così l’hard dalla sua pecoreccia volgarità. Moana ha una sua filosofia: “è soltanto nascondendo ostinatamente la trasgressione, che si creano i pericolosi tabù sul sesso e conseguenti inevitabili problematiche”. E proprio nel suo primo libro “La filosofia di Moana”, spiega come risolvere certi tabù. Stilò anche con coraggio una classifica sulle performance di noti personaggi di quel momento, che ebbe occasione d’incontrare. Quel libro fece scalpore nel mondo dei media. Di lei, oltre ai film, rimangono una decina di libri scritti da diversi autori. La sua, una vita all’insegna del glamour erotico. Una leggenda, che si è trasmessa negli anni, un segno visibile e concreto di come questa signora dell’hard sia rimasta nell’immaginario degli italiani. Non è un caso che non più tardi di qualche anno, popolari programmi televisivi, hanno ripetutamente parlato e approfondito il personaggio Moana. Come il giallo sulle cause della morte, un tumore al fegato fulminante a soli 33 anni, da voci non controllate una sua presunta morte causata dall’Aids e addirittura che il decesso fosse un falso (Wikipedia, l’enciclopedia libera), come nel decimo anniversario della morte (2004) in “Chi l’ha visto?” (Raitre), venne mostrato per la prima volta l’autentica del certificato di morte dell’ospedale di Lione, con giorno e orario del decesso dell’attrice. Sempre nella stessa trasmissione nel 2006, si scopre una nuova verità sul privato di Moana. Colui che fino a quel momento si riteneva il fratello minore dell'attrice, in verità nel corso dell'intervista, Simone Pozzi dichiarò ufficialmente di essere in realtà suo figlio. E ancora nel 2007, nel programma "Enigma" di Raitre con la conduzione di Corrado Augias, Mauro Biuzzi, che con la famiglia è responsabile dell'associazione che ne tutela l'immagine, ha mostrato il testo dell'HIV al quale si sottopose l'atrrice e nel quale si conferma che non aveva contratto l'Aids. Ora il mistero sulla vita, seppur breve, ma intensa di Moana Pozzi, sarà riproposto per piccolo schermo, in una miniserie di Sky Italia-Polivideo firmata da Cristiano Bortone. Moana sarà Violante Placido, un personaggio difficile ed anche pericoloso per un'attrice, ma Violante, bella e brava, dovrebbe riuscire nell'impresa. Ha già dato prova della ormai raggiunta professionalità, sia nella fiction, che nel cinema, in ruoli diversi e ben riusciti. Figlia di Michele Placido e dell'attrice Simonetta Stefanelli, ha ereditato un cognome pesante, una figlia di....; sempre esposta a difficili confronti, ma la giovane attrice ormai ha superato l'esame. Debutta con suo padre nel 1993 in "Quattro bravi ragazzi" di Camarca, alcuni film e quindi viene diretta da Michele in "Ovunque sei", con Stefano Accorsi, che divide la critica con una vivace serie di polemiche; "Vite strozzate" con la regia di Ricky Tognazzi, "Jack Frusciante" una commedia di Enza Negroni. Sergio Rubini, nel 2002, le offre l'occasione ne "L'anima gemella" dove si afferma, come anche in "Che ne sarà di noi" di Giovanni Veronesi; nel 2006 viene diretta da Pupi Avati in "La cena per farli conoscere". Lavora bene nella fiction, diretta da registi famosi come Spano, Lepre, Costa, Battiato ed ora nel personaggio della fatina nel "Pinocchio" di Alberto Sironi, una miniserie che dovrebbe andare in onda prestissimo su Raiuno. Tutte prove che dimostrano la versatilità di Violante, dote piuttosto rara in un'attrice, che la pongono nella cerchia ristretta di quei giovani attori sui quali si può fare affidamento e di sicuro avvenire. Le piace la musica, nel 2006 ha inciso un buon disco "Don't be sky". Ora l'attrice, con disinvoltura, dalla fatina di Pinocchio, passa al personaggio Moana. "Per un'attrice - dice Violante - è importante riuscire a diversificarsi nei ruoli, è doveroso provarci". Appena trent'anni, determinata, è apparsa sulla copertina di febbraio del conosciutissimo Playboy, un mensile importante, di grossa tiratura. Una vera cover-story, dove nell'interno Violante appare in una serie di primi piani sexy e maliziosi, mai volgari. "Mi ha divertito farlo - racconta l'attrice - mi piace esibirmi con il mio corpo, quando ci sono plausibili ragioni. Non è assolutamente un giornale pornografico, lo comprano tutti, anche le signore e le attrici di mezzo mondo sono apparse". Violante, tra l'altro, nella prima conferenza di presentazione dice: "Sono molto felice di fare Moana, è una grande sfida e a me piacciono. Moana, pornostar, era una donna intelligente. Con la sua cultura è riuscita a mantenere la sua dignità". Sicuramente Moana Pozzi, negli anni '80, tentò, forse riuscendoci, di rompere un sistema ipocrita, un conservatorismo bacchettone e baciapile. "Cercercherò di entrare nel personaggio - dice Violante - riuscire a trasmettere quell'insieme di innocenza e perversione". Per trovare l'attrice ideale, sono stati effettuati per circa un anno una serie di provini, anche con attrici conosciute. "Moana è stata una donna rivoluzionaria, ha lottato per i diritti dei gay e delle coppie di fatto" conclude Violante Placido. Nils Hartman, direttore di Sky Cinema, è entusiasta: "Abbiamo trovato in Violante Placido, la Moana che pensavamo. Una Moana vera, non tanto per la somiglianza, quanto per la determinazione che l'attrice ha dimostrato". Il personaggio Moana, ha procurato comunque qualche disagio piuttosto pesante alla produzione. Dopo neanche una settimana di riprese, il regista scritturato Cristiano Bortone, è stato sostituito da Alfredo Pyretti, che ha diretto per la Rai il serial "Gente di mare". Bortone, ovviamente, ha chiesto spiegazioni, "in pratica viene così calpestato il diritto d'autore, un gesto senza precedenti", tanto da minacciare di adire per le vie legali. Sky-Polivideo, non hanno comunicato ufficialmente chiarimenti e le ragioni del gran rifiuto di Bortone, da quanto risulta, anche nei corridoi di Sky si racconta che il girato non era quello che la produzione dessiderava. In pratica diciamo, divergenze di vedute. Forse non è stato trovato quello spirito che Nils Hartman desiderava: "Una fiction che vuole raccontare la storia di Moana, attraverso la sua energia, la sua intensa vita e la sua particolare professione". Ora chissà, la fiction potrà risolvere il mistero Moana ed entrare così nel giusto spirito che Sky voleva, un' indimenticabile star a luci rosse.
Toto Torri
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