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Nuovo Cinema Aquila


Gli occhialoni di Arisa conquistano anche l'America PDF Stampa E-mail

Toto Torri

Sembra una sfigata. Ma non lo è affatto. Anzi. Arisa, trasognata, bonariamente furba, è intelligente. Infatti, nella sua semplicità, con la sua “Semplicità” è il brano che ha fatto colpo a Sanremo, nelle giurie e fra il pubblico. Una canzone bella, un testo semplice, significativo e fortunato, ed è entrata prepotentemente nelle top delle superclassifiche dei dischi più vednuti. È sesta, nientemeno, avanti l’ineguagliabile grande Mina e seguita da nomi Tiziano Ferro, Jovanotti, Laura Pausini e addirittura la star internazionale Bruce Springsteen.

Arisa è in pratica la vera rivelazione del Festival appena concluso e si è affermata, oltre che per il bel brano, per la sua fermezza, leggerezza, fra il surreale ed il trasognato, con originalità ed ingenuità, indossando tra l’altro camicioni larghi lunghi fino alle caviglie, bretelle alla Chaplin, una semplice t-shirt. Sul tutto occhialoni neri ingombranti, anni ’70, da prima della classe o da “nerd”, come dicono gli americani, che vanno ad incorniciare occhi grandi sbigottiti che ruotano e si interrogano. Con tutto questo apparato, e suo malgrado, la ragazzina di un paesino in provincia di Potenza, si è costruita il suo look originale, che oggi fa moda e tendenza fra le teenager, uscendo così prepotentemente dall’anonimato.E non solo nel nostro Paese, ma non si sa se prima o dopo di Arisa, quegli occhialoni ingombranti e neri stanno conquistando anche gli USA; per merito della popstar Madonna, che li ha acquistati per sua figlia Lourdes, ora sono ricercatissimi e introvabili. In Italia si comprano con circa 130 euro, sono firmati Kador, come quelli di Arisa. Più costosi Armani, Dior, Dolce e Gabbana. Ma se vai ai mercatini delle pulci, ancora qualcuno lo trovi a 10/15 euro. L’occhiale da professoressa, o da Lolita alla Kubrick, da vista, o da sole, le montature si sbizzarriscono in maniera vistosa e colorata. Lenti grandi, nere, a specchio (quest’ultimo è demodé) nella più sfrenata fantasia, dice lo stilista Fiorucci: “…sta sul viso e cambia l’identità e i look-maker affermano che sono uno strumento di estensione della propria personalità”. Tra le novità del Mido, una delle più importanti fiere europee dell’occhialeria con oltre 1000 espositori a Rho Pero, vicino a Milano, presidente Vittorio Tabacchi, tra l’altro proprietario della Safilo industria all’avanguardia nella provincia di Belluno, ha tenuto a precisare che con la grande recessione, anche l’occhiale ha avuto la sua flessione, non da vista, ma da sole, con una diminuzione dell’export del 4,6%: “ma tutto sommato – conclude Tabacchi – l’occhiale regge abbastanza bene, in confronto delle non poche aziende in passivo pesante”. In questa grande fiera, da dove poi esce la tendenza, si sono ammirate centinaia di montature, aggressive, essenziali, leggere, bizzarre. Alcune pesano appena 20 grammi. In quelle più sfrenate modelli a farfalla, di Madonna a cuore, che lancerà nel corso del suo secondo “Sticky and Sweet Tour” firmati Meschino. A libellula di Armani, fiori di Gucci, Ferrari occhiali rampanti, come il leggendario cavallino, con stanghette rosso Ferrari, aggressivi quelli di Pirelli, Pzero, Kalvin Klein lancia la stanghetta che si stacca e diventa chiavetta Usb, per arrivare a montature scure, da modaioli alla Woody Allen di “Provaci ancora Sam”, ad astine ondulate di Dolce e Gabbana, Butterfly di Prada. 700 anni di vita degli occhiali e l’Italia da sempre è all’avanguardia. Siamo infatti imbattibili, per materiali, design, fantasia e tecnologia che fanno la differenza. Il made in Italy tiene banco ed esporta anche con la crisi nel mondo dell’occhialeria.

 

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