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Nuovo Cinema Aquila


L’Italia sconosciuta. Garessio. L’Acqua di San Bernardo e i suoi porcini PDF Stampa E-mail

di Simone Torri

Ora c’è l’automobile. Per arrivarci con i mezzi pubblici, c’è da sempre un treno, anzi un trenino, un locomotore-vagone e soltanto una seconda carrozza, che da Ceva termina ad Ormea. Un trenino elettrico ad un solo binario. E’ sempre lo stesso e non è mai cambiato. Sembra quasi il trenino delle favole. I suoi frequentatori studenti ed operai. Una volta, quel pubblico era formato soprattutto da contadini e pastori, che portavano a vendere nei mercati il pregiato Maschera d’Alpeggio o le piccole dolci tome, che conservavano racchiuse nella loro pasta i sapori ed i profumi del latte, provenienti dai pascoli in alta quota ed i prodotti della loro terra, patate, grano, rinomate castagne, ricercate per il singolare sapore, marroni, di cui la zona è ricchissima per i suoi lussureggianti boschi. Ti addentri e percorri viottoli nel verde, dove ti scordi il mondo e, quando è stagione, primavera o autunno, vai a caccia di funghi porcini di montagna, dal sapore e dal profumo inconfondibile, che funaioli del paese e montanari vanno a cercare e a raccogliere in posti segreti, che si tramandano di padre in figlio.

Sono i misteri di questa gente semplice di una volta, quasi sparita e che, beati loro, vivevano in quella inconsapevolezza dove il mondo era tutto racchiuso in quei luoghi incontaminati e naturali, dove la raccolta del porcino (perché per loro solo questo è il fungo), è un’arte nel coglierlo e non sradicarlo, perché così facendo la stagione successiva può rinascere.
Nobili tradizioni montanare di antica memoria.
Garessio è uno dei nove piccoli comuni che formano l’Alta Val Tanaro, in provincia di Cuneo, il fiume che scorre a valle in un territorio vario, in cui dalle linee dolci e collinari della bassa, si passa a quelle più affascinanti decisamente alpine della parte alta, dominata dalle Alpi Liguri. Il Tanaro, che si forma dalla confluenza del Tanarello, del Negrone, con le suggestive vene del Tanaro, un fiume che scorre fra acciottolati di grandi pietre bianche levigate e rilucenti, acque limpide tra rocce e massi imponenti in un letto ampissimo, che nella stagione invernale si riempie e si gonfia, formando brevi rapide, cascatelle e rive, dove si pesca, oltre le mormorate, l’esclusiva trota fario puntinata di rosso, dal sapore delicatissimo, compresa la rarissima fegina. Garessio si trova a 650 metri sul livello del mare, circa 4500 abitanti, tra l’altro ha dato i natali ad un designer famoso nel mondo, Giorgio Giugiaro. La cittadina, è formata da quattro frazioni riunite fra loro: Borgo Ponte o Maggiore di particolare interesse artistico ed architettonico, dalle antiche mura del Borgo Piave, le decorazioni ed i portati del Poggiolo, il Castello, il Battistero di San Giovanni, la Torre Saracena e Valsorda a 700 metri, un borgo di neanche cento anime, che raggiungi con una passeggiata di un paio di chilometri in una strada di boschetti, costeggiando lo stabilimento dell’acqua San Bernardo. 100 abitanti, forse meno, razza contadina educata e discreta con il loro Santuario della Madonna delle Grazie, tuttora luogo di pellegrinaggio e devozione, che conserva tra l’altro una delle più antiche tradizioni di ex voto del Piemonte. C’è un solo bar-caffè che vende un po’ di tutto, il sale e i tabacchi e una volta il chinino di Stato ai tempi della malaria, un’osteria di cucina tradizionale la “Taverna di Isaia” ed un’antica bottega “da Antonietta”, che ora sforna solo profumato pane e focacce. Valsorda, è tutta qui con le sue cascine, le sue mucche, la tradizione, il suo folclore, il “Mortorio” importante festa religiosa, sacra rappresentazione della deposizione di Cristo dalla croce. Si svolge ogni quattro anni nella settimana di Pasqua e viene coinvolta tutta la popolazione. La sua gastronomia, con piatti tipici come la polenta saracena; la sagra del mese di agosto si svolge nella piazza del Santuario, con tavolate per più di mille persone, dove dentro enormi paioli di rame si mescolano insieme patate, farina di frumento, di grano saraceno e giovani uomini dai poderosi muscoli pestano il tutto con bastoni di legno, fino ad ottenere un composto morbido, condito con delicato sugo di latte, panna, porri, e quando la polenta è ricca, funghi porcini essiccati.
Il suo folclore, la manifestazione “Garessio in fiore” per la festa dell’estate, in tutto il periodo si fa a gara a chi abbellisce meglio ed arricchisce i suoi balconi e le sue finestre; la “Carrera saracena”, una corsa di piccoli carretti a spinta per le vie di Garessio; ad ottobre “La Castagnata”, in ogni arco o porta si cucina per tutti.
Per lo sport dello sci, da una decina di anni a circa 15 chilometri da Valsorda, c’è un impianto moderno ed attrezzato “Garessio 2000”, molto frequentato con i suoi 30 km di piste e 5 impianti di risalita. Fin dai primi decenni del secolo, Garessio è stata una rinomata stazione termale, con i suoi cinque alberghi e pensioni, famosa per la sua acqua curativa, la più leggera del mondo, adatta finanche ai neonati. L’Acqua di San Bernardo ed i suoi boschi rendono il clima fresco e temperato. Per la bellezza, l’amenità ed i suoi prodotti genuini, Garessio è soprannominata da sempre “La perla delle Alpi Marittime”.

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