| Alta Val Tanaro: una terra tutta da scoprire |
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di Toto Torri
L’Alta Val Tanaro si estende per circa 40.000 ettari nella parte sud-orientale della provincia di Cuneo. Confina con le province di Imperia e Savona e comprende nove Comuni: Alto, Bagnasco, Briga Alta (al confine francese), Caprauna, Garessio, Nucetto, Ormea, Perlo e Priola. Un territorio vario, collinare, fino alle parti alte, dominate dalla bellezza delle Alpi Liguri. I l Tanaro taglia a metà la provincia e il fiume, oltre alla sua pescosità, è in buona parte navigabile in canoa. Terra ricca di torrenti e di ruscelli, acque naturali compresa la famosa “San Bernardo”, delicatissima e leggera, che sgorga in ambienti non contaminati e ricchi di verde. Territorio di confine, antiche tradizioni, folclore, razza contadina, pastorizia, grano saraceno, patate, castagne, mele, fagioli, burro, latte, formaggi: Raschera d’Alpeggio, tome, il Formaggio d’Alpe, il Bruzzo, mucche e carni di manzo piemontese, famosi i bolliti, salumi, prodotti tipici, tartufo il più pregiato e vini seri come il Barolo, Gattinara, Dolcetto, Nebbiolo, dolci fatti in casa i saporitissimi Garessini (biscotto di nocciola e cacao), conigli, polli ruspanti, paste, tortelli, tagliatelle e gnocchi, che riempiono di profumi sagre e feste paesane, spensieratezze, organetto, canti, balli all’aperto, allegria, polente, porri e vini. Bando alle diete demoralizzanti, grandi mangiate con infiniti antipasti, che vai a smaltire immediatamente con salubri passeggiate nei verdi boschi di pini, di abeti, di quercia, di castagno. In primavera e in autunno, sotto quegli alberi, si nascondono funghi porcini dal colore marrone scuro, densi di profumo e dal sapore di una natura ancora allo stato vergine. Non manca la storia da queste parti, con resti di mura e castelli come quello di Casotto, nel comune di Garessio, dapprima certosa e dopo il 1800 maniero acquistato dai Savoia, residenza di caccia preferita da Vittorio Emanuele II; il Castello dei Conti Cepollini di Alto, edificato nel XIV secolo ed altro ancora. Tradizione, con grande coreografia e scenografia, un’antica danza “Spadonari”, un ballo contadino che si rifà ad antichi riti ancestrali pagani, eseguito dal gruppo folcloristico del “Bal do Sabre” di Bagnasco, famoso non solo in Italia, ma anche all’estero. Ad Ormea, cittadina turistica a 750 metri, sopravvive la festa del Corpus Domini, tradizione religiosa con una processione che attraversa l’intero paese, passando sotto un tetto formato soltanto da fiori. Per lo sport, varietà di pendenze e di difficoltà, danno la possibilità a tutti d’inoltrarsi in antichi sentieri e viottoli con passeggiate a piedi, a cavallo, indicati nella cartina de “I sentieri dei Saraceni”. La Balconata di Ormea, un itinerario di 40 km da percorrere a tappe in collaborazione con le sezioni CAI di Garessio e Ormea. Per lo Sci, le stazioni di Monesi e Garessio 2000. Per l’enogastronomia, un’antica tradizione culinaria, che risente delle influenze liguri e piemontesi. Una cucina povera, valorizzata dai semplici prodotti della terra, dalla polenta saracena con sugo di latte, panna e porri ai “tultei”, grossi ravioloni fatti in casa, fritti o cotti su stufa a legna e sugo di panna e porri, o rosso con carne di maiale del posto e pomodorini di montagna. La patata di Ormea, la castagna di Garessio, i fagioli bianchi (prodotto di origine protetta), la tipica zuppa di Bagnasco, le lasagne all’Ormeasca, una specie di maltagliati fatti rigorosamente in casa conditi con formaggio d’alpeggio fuso, i “sciancui” di Alto e Caprauna, straccetti di pasta (acqua e farina) con rape e patate, i “Sugeli” di Upega, frazione di Briga Alta, una pasta fresca a forma di orecchiette, condita con il bruzzu, formaggio fermentato, e burro fuso, la celiata alla Zingarella di Nucetto, che si rifà ad un’antica ricetta. Il tutto innaffiato dal vino Ormeasco, un dolcetto originale dal leggero sapore aspro, e tanto, tanto ancora. Per concludere, montagne verdi da gustare insieme all’ottima cucina, alle acque naturali, che fanno dell’Alta Val Tanaro, questa lingua di confine, un luogo ameno incantevole dalle mille sfaccettature immerse in una tradizione millenaria, che ancora resiste al cemento, al consumismo e che rendono l’Alta Val Tanaro una terra ancora tutta da scoprire.
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